Rischio biologico – Safetyone.it https://www.safetyone.it Consulenza Sicurezza sul Lavoro Tue, 30 Jan 2024 14:15:11 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.8.3 https://www.safetyone.it/wp-content/uploads/2022/03/Safetyone_favicon-300x300.png Rischio biologico – Safetyone.it https://www.safetyone.it 32 32 COVID-19: Trasmissione, contagiosità e infettività https://www.safetyone.it/covid-19-trasmissione-contagiosita-e-infettivita/ Wed, 09 Dec 2020 13:11:14 +0000 https://www.safetyone.it/covid-19-trasmissione-contagiosita-e-infettivita/ La malattia che ormai tutti bene conosciamo come “COVID-19” è causata da un virus chiamato SARS-CoV-2, che fa parte della più ampia famiglia dei coronavirus. Come tutti i virus, anche SARS-CoV-2 ha un periodo di incubazione, che varia da soggetto a soggetto, e l’infezione si manifesta con una serie di sintomi non uguali per tutte […]

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La malattia che ormai tutti bene conosciamo come “COVID-19” è causata da un virus chiamato SARS-CoV-2, che fa parte della più ampia famiglia dei coronavirus. Come tutti i virus, anche SARS-CoV-2 ha un periodo di incubazione, che varia da soggetto a soggetto, e l’infezione si manifesta con una serie di sintomi non uguali per tutte le persone, ma che generalmente sono simili a quelli dell’influenza.

 

COVID-19: La trasmissione e il concetto di droplet

Il virus SARS-CoV-2 è altamente contagioso. Infatti, la sua trasmissione tra le persone è molto veloce e un singolo individuo contagiato può infettarne diversi altri.

In questi giorni di ordinanze, provvedimenti, DPCM abbiamo imparato a conoscere nuove parole. Una di queste è una parola inglese: droplet.

Letteralmente significa “gocciolina” e in campo epidemico si riferisce alla saliva nebulizzata, parlando con una persona infetta a distanza ravvicinata, oppure per colpa di un colpo di tosse o di uno starnuto, ci raggiunge trasmettendoci il virus.

Questo virus si trasmette principalmente attraverso il contatto ravvicinato, per l’esposizione ai droplet, quindi le particelle che emettiamo quando parliamo o, in misura sensibilmente maggiore, urliamo, cantiamo, starnutiamo o tossiamo.

Per proteggersi dalla diffusione di SARS-CoV-2, dunque, è fondamentale quando si esce di casa e si incontrano persone esterne ai propri conviventi:

  • indossare la mascherina protettiva
  • mantenere una distanza di almeno un metro dalle altre persone

Il virus può diffondersi anche tramite il contatto con superfici contaminate dai droplet e portando in seguito le mani al viso, toccandosi la bocca, il naso o gli occhi, senza averle prima di averle lavate e disinfettate. SARS-CoV-2, infatti, in base al materiale della superficie su cui si trova, può sopravvivere da qualche ora fino ad alcuni giorni sulle superfici.

 

I tempi di incubazione del COVID-19

Quando parliamo di incubazione, intendiamo quel periodo di tempo tra il momento in cui il nostro corpo viene a contatto e quindi aggredito dal virus e il momento in cui cominciano a manifestarsi i primi sintomi della patologia. L’insorgere dei primi sintomi coincide generalmente anche con il momento in cui diventiamo a nostra volta infettivi. Il periodo di incubazione del virus oscilla dalle 48-72 ore circa fino a due settimane. Da un report degli Annals of Internal Medicine, datato 5 maggio 2020, per COVID-19 risulta un tempo di incubazione medio di 4-5 giorni e una permanenza dei sintomi di circa 11 giorni.

 

COVID-19: Contagiosità e infettività

Generalmente la contagiosità di un individuo raggiunge il suo picco nella fase iniziale di esordio dei sintomi di COVID-19, ma è anche possibile la trasmissione del virus fino a due giorni prima della manifestazione dei sintomi. Inoltre, possono essere anche individui che non mostrano sintomi e magari sono ignari di aver contratto il virus (i cosiddetti asintomatici).

Ma chi contagia? Secondo uno modello matematico elaborato a Marzo del 2020 dall’università di Oxford il 40% delle infezioni sarebbe causato da soggetti sintomatici, il 10% da contatto indiretto con superfici contaminate, il 5% dagli asintomatici e il 45% dai pre-sintomatici, che avrebbero quindi un ruolo significativo nella diffusione del virus proprio perché in questa fase dell’infezione il soggetto, non essendo consapevole di averla contratta, non può isolarsi.

L’infettività di un individuo generalmente è, quindi, massima subito prima e subito dopo la comparsa dei sintomi e si estende oltre 10 giorni dopo il primo sintomo. La probabilità di trasmettere il virus è correlata alla carica virale e non alla severità della malattia.

 

Alla luce di quanto sopra il contact tracing diventa uno strumento di prevenzione essenziale per individuare i possibili futuri cluster e interrompere la propagazione del virus. Contattaci per conoscere nel dettaglio le modalità di gestione del contact tracing in azienda.

 

Fonte: Humanitas News

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Rischio Biologico: definizione e obblighi del Datore di Lavoro https://www.safetyone.it/il-rischio-biologico-definizione-e-obblighi-del-datore-di-lavoro/ Wed, 26 Feb 2020 16:13:47 +0000 https://www.safetyone.it/il-rischio-biologico-definizione-e-obblighi-del-datore-di-lavoro/   Un agente biologico è un qualsiasi microrganismo, anche se geneticamente modificato, che ha la capacità potenziale di provocare infezioni, allergie e intossicazioni. Rischio biologico: differenze tra batteri, i virus, i funghi e i protozoi I microrganismi sono forme di vita che presentano dimensioni microscopiche, costituiti di norma da una sola cellula. Fra i microrganismi […]

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Un agente biologico è un qualsiasi microrganismo, anche se geneticamente modificato, che ha la capacità potenziale di provocare infezioni, allergie e intossicazioni.

Rischio biologico: differenze tra batteri, i virus, i funghi e i protozoi

I microrganismi sono forme di vita che presentano dimensioni microscopiche, costituiti di norma da una sola cellula. Fra i microrganismi rientrano i batteri, i virus, i funghi e i protozoi.

I batteri sono microrganismi, esseri viventi piccolissimi con dimensioni nell’ordine del millesimo di millimetro. Anche se non li possiamo vedere a occhio nudo, i batteri sono ovunque, nel nostro corpo e in tutto l’ambiente che ci circonda; alcuni di essi vivono addirittura negli ambienti più inospitali, come i fondali oceanici o i ghiacciai. Oltre a essere onnipresenti, i batteri sono anche tra le forme viventi più diffuse sulla Terra, tanto che in un solo cucchiaio di terreno se ne possono trovare fino a 10.000 miliardi. Spesso, i batteri sono associati al sudiciume o a determinate malattie, ma in realtà molti di essi sono particolarmente utili all’uomo; pensiamo, ad esempio, ai batteri che consentono la produzione dello yogurt o a quelli che costituiscono la flora intestinale.

I virus, termine che in latino significa “veleno”, sono microrganismi acellulari parassiti obbligati. Queste infettanti e piccolissime particelle nucleoproteiche mancano infatti di una struttura cellulare e si replicano solamente sfruttando intermedi metabolici, enzimi e organelli della cellula ospite. Pur essendo incapaci di riprodursi, i virus possono comunque sopravvivere nell’ambiente esterno e ivi conservarsi per un tempo limitato; il virus dell’influenza, per esempio, può persistere per ore al di fuori del corpo, specialmente in condizioni di freddo e bassa umidità. In natura esistono moltissime tipologie di virus, che nel complesso infettano qualsiasi tipo di cellula ed organismo, provocando una notevole varietà di malattie, come il raffreddore, l’influenza o la poliomielite; altre specie sono invece prive di potere patogeno e non causano alcuna malattia.

I funghi sono organismi eucarioti, unicellulari e pluricellulari e si distinguono in: muffe pluricellulari, lieviti unicellulari e funghi dimorfi. I funghi possono essere responsabili di diverse patologie che possono interessare l’uomo e possono essere di diversi tipi: micosi superficiali e micosi profonde.

I protozoi sono microrganismi unicellulari dotati di una struttura cellulare eucariota più simile a quella delle cellule animali. Molte specie sono dotate di motilità autonoma per la presenza di ciglia o flagelli, altre ancora sono immobili. Molti protozoi sono innocui per l’uomo, molti altri sono in grado di provocare delle malattie infettive anche molto gravi.

 

La classificazione degli agenti biologici che concorrono al rischio biologico

Gli agenti biologici vengono classificati, in base al rischio di infezione, in 4 gruppi:

  • Gruppo 1: quelli con poche probabilità di causare malattie nell’uomo sia a livello individuale che collettivo;
  • Gruppo 2: possono causare malattie in soggetti umani e costituire un rischio per i lavoratori (es: addetti di laboratorio); c’è poca probabilità che si propaghino nella comunità; sono disponibili efficaci misure profilattiche e/o terapeutiche (es. morbillo, varicella, herpes simplex)
  • Gruppo 3: possono causare malattie gravi e costituire un elevato rischio individuale per i lavoratori; l’agente può propagarsi nella comunità; di norma sono disponibili efficaci misure profilattiche o terapeutiche (es. Brucellosi, salmonellosi, peste, febbre gialla, HIV, lesmaniosi, HBV, HCV)
  • Gruppo 4: possono provocare malattie gravi e costituire un serio rischio per i lavoratori; può presentare un elevato rischio di propagazione nella comunità; non sono di norma disponibili efficaci misure profilattiche o terapeutiche (es. ebola, vaiolo, febbre emorragica, arena virus)

Al momento il corona virus COVID-19 non risulta classificato in quanto non sono ancora note le modalità di trasmissione e l’effettiva gravità della malattia (valutate su base statistica).

 

Come si può essere esposti al rischio biologico?

Si può venire in contatto con un agente biologico per:

  • CONTATTO DIRETTO: Può verificarsi per ingestione (accidentale, di aerosol o schizzi ad esempio), o per contatto cutaneo (trasferimento fisico di microrganismi tra una persona infetta, o colonizzata ad una persona suscettibile), soprattutto qualora la cute presenti ferite aperte. Possono essere trasmesse per contatto le infezioni gastrointestinali, respiratorie o cutanee come ad esempio quelle dovute a Herpes simplex, virus respiratorio parainfluenzale, virus epatite A, infezioni virali emorragiche come l’Ebola.
  • CONTATTO INDIRETTO: Comporta il contatto di una persona suscettibile con un “oggetto” contaminato che fa da intermediario:
  • Trasmissione tramite goccioline di grandi dimensioni (“droplet”), è il caso delle patologie come meningite, polmonite, difterite, pertosse, scarlattina, rosolia. Le goccioline sono generate dalla persona infettata, generalmente tramite starnuti, tosse o parlando e possono raggiungere le mucose del soggetto suscettibile se espulse a breve distanza (non rimangono sospese in aria per molto a causa delle loro dimensioni).

Secondo i più recenti studi si ipotizza che il corona virus COVID-19 si diffonda prevalentemente tramite droplet.

  • Trasmissione per via aerea, si verifica nel caso in cui vengano:
  • disperse in aria goccioline fini (5micron di diametro o meno), in questi casi (aerosol) i microrganismi possono rimanere in aria per tempi più prolungati.
  • L’agente infettivo si trovi sulla superficie di polveri fini, inalabili. Tra i microrganismi che possono essere trasmessi per via aerea ci sono, ad esempio, il micobatterio della tubercolosi, il virus del morbillo e della varicella. La possibilità di questa via di trasmissione richiede una aerazione dei locali perché anche a distanze più grandi dal soggetto infettato possono trasportarsi i microrganismi.
  • Trasmissione per via ematogena: contatto con il sangue di animali o esseri umani infettati (diventa una via rilevante negli ospedali, cliniche veterinarie, zootecnia e allevamenti).
  • Trasmissione attraverso veicoli comuni, riguarda quegli agenti biologici che possono essere trasmessi da altri materiali come acqua, alimenti, farmaci.
  • Trasmissione attraverso vettori, avviene quando animali o insetti (zanzare, mosche, zecche, topi, ecc.) contribuiscono a trasportare e trasmettere l’infezione.

 

La sorveglianza sanitaria nell’ambito del rischio biologico

Il medico competente avrà un ruolo centrale in questo tipo di rischio poiché viene chiamato a collaborare nelle attività di prevenzione, ancor più che non con gli altri rischi, anche con la valutazione dell’opportunità della somministrazione di specifici vaccini (qualora disponibili e ritenuti idonei).

Si ricorda che nel caso di manipolazione di agenti biologici di classe 3 e 4, qualora si realizzino delle condizioni di contaminazione accidentale è prevista l’istituzione di un registro degli esposti che documenti tali eventi accidentali, la cui tenuta è un obbligo del datore del lavoro, per tramite del medico competente.

Come sempre il sottoporsi alle visite di sorveglianza sanitaria è un obbligo del lavoratore, il quale non potrà essere adibito alla mansione specifica senza l’ottenimento dell’idoneità da parte del medico competente.

 

La valutazione del rischio biologico e gli obblighi del datore di lavoro

Il rischio biologico in ambiente di lavoro si identifica con la Valutazione del rischio di esposizione ad agenti biologici e con la conseguente strategia di prevenzione che richiede specifiche misure di protezione previste dagli adempimenti del Titolo X del D.Lgs. 81/08 (Valutazione del Rischio Biologico Aziendale).

SV Srl è la società che, da numerosi anni, opera nel settore della consulenza per la sicurezza sul lavoro supportando molte aziende nella valutazione dei rischi nei luoghi di lavoro e affiancando i datori di lavoro nell’assolvimento dei loro obblighi.

Contattaci per ricevere maggiori informazioni

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