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HSE: significato e importanza

L’acronimo HSE sta per Health, Safety & Environment, tradotto in italiano come Salute, Sicurezza e Ambiente​. In ambito aziendale, HSE indica l’insieme dei processi e delle pratiche volte a garantire la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori e la salvaguardia dell’ambiente. In altre parole, la gestione HSE si occupa di prevenire infortuni e malattie professionali, assicurare condizioni di lavoro sicure e proteggere l’ambiente sia interno che esterno all’azienda.

Dal punto di vista organizzativo, adottare un approccio HSE significa sviluppare politiche e procedure che integrano salute e sicurezza sul lavoro con la protezione ambientale. Questo approccio multidisciplinare è diventato sempre più importante: le aziende oggi prestano grande attenzione alla conformità alle normative di sicurezza e ambientali, nonché al benessere dei lavoratori e alla sostenibilità. Un efficace sistema di gestione HSE contribuisce non solo a rispettare gli obblighi di legge, ma anche a migliorare la produttività e l’immagine aziendale, riducendo incidenti, rischi e costi legati a sanzioni o infortuni.

All’interno dell’organizzazione, la figura che si occupa di coordinare e supervisionare tali aspetti viene comunemente chiamata HSE Manager (talvolta noto anche come Safety Manager o Manager Sicurezza, soprattutto in contesti internazionali). In realtà, esistono diversi ruoli professionali in ambito HSE, come definiti anche da normative e standard specifici: in particolare, la normativa tecnica individua sia l’HSE Manager che lo HSE Specialist come profili chiave nella gestione di Salute, Sicurezza e Ambiente. Nei paragrafi seguenti analizzeremo il significato di queste figure e come si differenziano rispetto al ruolo di RSPP previsto dalla legislazione italiana.

Ruolo dell’HSE Manager e HSE Specialist

In molte aziende, soprattutto di medio-grandi dimensioni, il Professionista HSE è la figura incaricata di supportare l’organizzazione nella gestione complessiva e integrata di tutti i processi in ambito Salute, Sicurezza e Ambiente​. Questa figura professionale opera trasversalmente per assicurare che le attività aziendali rispettino gli standard di sicurezza sul lavoro e tutela ambientale, aiutando l’azienda a raggiungere i propri obiettivi HSE.

Negli ultimi anni si è sentita l’esigenza di definire in modo chiaro le competenze e i requisiti di questi professionisti. A tal fine, l’ente di normazione italiano UNI ha emanato una specifica norma tecnica che inquadra i ruoli dell’HSE Manager e dell’HSE Specialist, distinguendone responsabilità e competenze. Vediamo cosa prevede questa norma e in cosa consistono i due profili.

Norma UNI 11720:2025 e profili HSE

La norma UNI 11720:2025 (che aggiorna e sostituisce la precedente versione del 2018) definisce i requisiti relativi all’attività professionale del “Professionista HSE”, ovvero del ruolo incaricato di gestire in modo integrato salute, sicurezza e ambiente in azienda. In particolare, la nuova edizione della norma delinea due profili professionali distinti per i professionisti HSE​:

  • HSE Specialist (Specialista HSE) – un profilo di livello operativo/specialistico;
  • HSE Manager (Manager HSE) – un profilo di livello manageriale/dirigenziale.

Questa suddivisione in due livelli rappresenta un’evoluzione rispetto al passato. La versione 2018 della norma distingueva infatti tra un HSE Manager Strategico e un HSE Manager Operativo. Con l’aggiornamento 2025, si supera la logica dei due livelli dello stesso profilo manageriale in favore di due figure professionali ben definite, lo Specialista e il Manager HSE, ciascuna con un proprio ambito di autonomia e competenza​. La distinzione riconosce da un lato una figura più orientata agli aspetti manageriali e di coordinamento strategico (HSE Manager), e dall’altro una figura più focalizzata sugli aspetti tecnico-operativi dell’HSE (HSE Specialist).

Di seguito approfondiamo i ruoli e le responsabilità tipiche dell’HSE Manager e dello HSE Specialist come delineati da prassi e normative tecniche. È importante sottolineare che, pur essendo ruoli riconosciuti da norme UNI, nessuna legge italiana obbliga formalmente le aziende a nominare un HSE Manager o HSE Specialist. L’adozione di queste figure è frutto di scelta organizzativa e di buone pratiche aziendali, spinte dalla crescente importanza data a sicurezza e ambiente.

Per approfondire il tema vi invitiamo a visitare il sito ufficiale UNI – Ente Italiano di Normazione

HSE Manager: competenze e responsabilità

L’HSE Manager è il professionista di riferimento che opera a livello manageriale nella gestione di Salute, Sicurezza e Ambiente. In pratica, questo ruolo ha una visione d’insieme e strategica: supporta il top management nell’elaborare politiche HSE, definire obiettivi e piani di miglioramento e assicurare che la cultura della sicurezza e della sostenibilità ambientale sia diffusa nell’organizzazione.

Secondo la norma UNI, il Manager HSE possiede conoscenze avanzate in materia legislativa, normativa e organizzativa negli ambiti di salute, sicurezza e ambiente. È in grado di interpretare e applicare le numerose leggi e norme tecniche di settore e di integrare i requisiti HSE nei processi aziendali​. Oltre alle competenze tecniche, questa figura deve avere spiccate capacità gestionali e relazionali, qualità di leadership e abilità di coordinamento​.

Tra le principali responsabilità dell’HSE Manager vi sono:

  • Elaborazione della strategia HSE aziendale: definisce insieme alla Direzione le politiche di salute, sicurezza e ambiente, gli obiettivi di miglioramento e i programmi di intervento.
  • Gestione del sistema di gestione HSE: sviluppa, implementa e monitora i sistemi di gestione (es. ISO 45001 per la sicurezza sul lavoro, ISO 14001 per l’ambiente), assicurando il rispetto degli standard e il miglioramento continuo.
  • Coordinamento delle risorse e delle attività HSE: supervisiona il lavoro degli HSE Specialist e di eventuali ASPP (Addetti al Servizio di Prevenzione e Protezione) o altri specialisti, coordinando le attività di valutazione dei rischi, ispezioni, controlli operativi e audit interni.
  • Formazione e sensibilizzazione: promuove la cultura HSE nell’organizzazione, pianifica e approva i programmi di formazione per i lavoratori in materia di sicurezza e ambiente, organizza campagne di sensibilizzazione su temi HSE.
  • Interfaccia con enti esterni e compliance: rappresenta l’azienda nei rapporti con gli enti di controllo (ASL, ARPA, Vigili del Fuoco, etc.) e con gli enti certificatori, garantendo che l’azienda sia sempre in regola con gli obblighi di legge (ad esempio autorizzazioni ambientali, verifiche periodiche) e preparata in caso di ispezioni.
  • Monitoraggio performance e reporting: analizza gli indicatori di prestazione HSE (infortuni, near-miss, emissioni ambientali, etc.), riferisce periodicamente alla Direzione sull’andamento e sull’efficacia delle misure adottate, proponendo eventuali correttivi.

In sostanza, l’HSE Manager ha un ruolo direttivo: prende decisioni in autonomia sugli aspetti operativi HSE e influenza le decisioni strategiche aziendali in materia di sicurezza e ambiente. Questa figura è spesso parte del management team e contribuisce a far sì che gli obiettivi di produzione o di business vengano raggiunti senza mai compromettere la sicurezza dei lavoratori e la tutela ambientale.

HSE Specialist: competenze e responsabilità

Lo HSE Specialist (Specialista HSE) è una figura professionale che opera a un livello più operativo e tecnico rispetto al Manager. Pur lavorando sempre nell’ambito Salute, Sicurezza, Ambiente, il suo focus è sulle attività pratiche e specialistiche necessarie per mantenere sicuri i luoghi di lavoro e conformi le operazioni aziendali alle norme vigenti.

In base alla UNI 11720:2025, lo Specialista HSE deve avere una conoscenza tecnica approfondita dei rischi e delle misure di prevenzione nei vari processi produttivi aziendali​. Ha competenze specifiche su macchinari, impianti, sostanze pericolose, procedure di lavoro e sa individuare le soluzioni tecniche più adeguate per mitigare i rischi. Inoltre, sono richieste buone capacità relazionali e comunicative, ad esempio per negoziare interventi migliorativi con i responsabili di reparto e per formare efficacemente il personale operativo​.

Le mansioni tipiche dell’HSE Specialist includono:

  • Identificazione e valutazione dei rischi: analizza nel dettaglio i processi produttivi e individua i pericoli per la sicurezza e l’ambiente. Collabora alla Valutazione dei Rischi aziendale, apportando le competenze tecniche necessarie a valutare rischi specifici (chimici, meccanici, ergonomici, ambientali, etc.).
  • Definizione di misure preventive e protettive: propone e dettaglia le misure di prevenzione e protezione da attuare (es. dispositivi di sicurezza su macchine, DPI per i lavoratori, sistemi di aspirazione degli inquinanti, procedure operative sicure) in conformità alla normativa e agli standard tecnici.
  • Implementazione operativa delle procedure HSE: predispone istruzioni e procedure di sicurezza, piani di emergenza, e verifica sul campo che siano applicati correttamente. Effettua sopralluoghi e audit interni nei reparti per controllare il rispetto delle norme di sicurezza e ambientali.
  • Formazione tecnica ai lavoratori: svolge direttamente (o contribuisce a svolgere) sessioni di formazione pratica su aspetti HSE specifici – ad esempio addestra i lavoratori all’uso corretto dei DPI, alle procedure di primo soccorso, antincendio e gestione delle emergenze ambientali.
  • Supporto al monitoraggio ambientale e sanitario: gestisce operativamente le misurazioni e i monitoraggi (rumore, vibrazioni, emissioni, qualità dell’aria, ecc.) richiesti dalla legge, tenendo i contatti con laboratori specializzati. Gestisce anche la sicurezza operativa di cantieri o reparti, verificando che vengano rispettate le misure di sicurezza quotidianamente.

In sintesi, l’HSE Specialist svolge un ruolo operativo-specialistico: è sul campo a fianco dei lavoratori e dei responsabili di reparto per assicurarsi che le misure di sicurezza e tutela ambientale siano effettivamente implementate e mantenute. Risolve problemi tecnici specifici e fornisce consulenza tecnica all’azienda su temi HSE puntuali. Spesso più HSE Specialist possono far parte di un team HSE, coordinato dall’HSE Manager.

Va evidenziato che sia l’HSE Manager che l’HSE Specialist, pur avendo ruoli differenti, collaborano strettamente tra loro. Entrambi fanno parte della funzione HSE aziendale (che a volte può coincidere con il Servizio di Prevenzione e Protezione, vedremo oltre) e condividono l’obiettivo di prevenire incidenti, proteggere i lavoratori e minimizzare l’impatto ambientale delle attività.

RSPP: definizione e obblighi di legge

RSPP è l’acronimo che identifica il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione. A differenza dell’HSE Manager, che è un ruolo facoltativo definito da normative tecniche, l’RSPP è una figura espressamente prevista e obbligatoria per legge in Italia quando si parla di sicurezza sul lavoro. Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta.

Il ruolo dell’RSPP è disciplinato dal D.Lgs. 81/2008 (il Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro) e s.m.i. Secondo la definizione normativa, l’RSPP è la persona in possesso di capacità e requisiti adeguati, designata dal Datore di Lavoro per coordinare il servizio di prevenzione e protezione dai rischi in azienda​. In pratica, il Responsabile del SPP è il consulente interno o esterno che assiste il Datore di Lavoro nell’assolvere agli obblighi di sicurezza, occupandosi di organizzare le attività di prevenzione e protezione nell’impresa.

È importante sottolineare che ogni datore di lavoro ha l’obbligo legale di nominare un RSPP (interno o esterno all’azienda). Questo obbligo è sancito dall’art. 17 del D.Lgs. 81/08, che annovera la “designazione del responsabile del servizio di prevenzione e protezione dai rischi” tra gli obblighi indelegabili del datore di lavoro​. Dunque, a differenza dell’HSE Manager che è una figura volontaria, la presenza di un RSPP è imposta dalla legge in qualsiasi organizzazione con lavoratori, a garanzia che vi sia sempre qualcuno incaricato formalmente della gestione della sicurezza.

Compiti e responsabilità dell’RSPP

Una volta nominato, l’RSPP ha il compito di gestire il Servizio di Prevenzione e Protezione (SPP) aziendale. Per Servizio di Prevenzione e Protezione si intende l’insieme di persone, sistemi e mezzi esterni o interni all’azienda destinati a svolgere attività di prevenzione e protezione dai rischi professionali​. In aziende più grandi, il SPP può essere composto anche da ASPP (Addetti al SPP) che coadiuvano l’RSPP. Nelle aziende più piccole, spesso il ruolo di RSPP viene affidato a un consulente esterno o allo stesso datore di lavoro (se ne ha i requisiti formativi).

I compiti principali dell’RSPP, elencati nell’art. 33 del D.Lgs. 81/08, includono sia attività di natura tecnica che gestionale e formativa. In sintesi, l’RSPP deve:

  • Individuare i fattori di rischio presenti in azienda e collaborare all’elaborazione del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), proponendo le misure preventive e protettive per ridurre i rischi​. Ciò comporta analizzare ambienti di lavoro, attrezzature, processi e organizzazione per evidenziare pericoli e stimare i rischi per la salute e sicurezza.
  • Elaborare le misure di prevenzione e protezione e definire i sistemi di controllo di tali misure​. Ad esempio, l’RSPP contribuisce a pianificare interventi tecnici (installazione di dispositivi di sicurezza, adeguamento impianti), organizzativi (procedure di lavoro sicure) e gestionali (piani di manutenzione, sorveglianza sanitaria) per mitigare i rischi individuati.
  • Progettare e proporre i programmi di informazione e formazione dei lavoratori​. L’RSPP, infatti, assiste il datore di lavoro nel definire i contenuti della formazione obbligatoria in materia di sicurezza (es. corsi antincendio, primo soccorso, formazione sui rischi specifici) e nell’organizzare le relative attività formative. Inoltre, collabora nell’addestramento pratico dei lavoratori all’uso di attrezzature e DPI in sicurezza.
  • Partecipare alle consultazioni in materia di tutela della salute e sicurezza sul lavoro​. L’RSPP interviene alle riunioni periodiche sulla sicurezza (obbligatorie nelle aziende con oltre 15 lavoratori), confrontandosi con il Datore di Lavoro, il Medico Competente e gli RLS (Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza). In tali sedi, fornisce il proprio parere sullo stato della prevenzione in azienda e sulle eventuali necessità di intervento.
  • Vigilare sull’attuazione delle misure di sicurezza e sull’osservanza delle procedure da parte dei lavoratori. Pur non avendo poteri sanzionatori, l’RSPP effettua sopralluoghi e controlli interni, segnalando al Datore di Lavoro eventuali criticità o inadempienze e suggerendo interventi correttivi.

In sostanza, l’RSPP svolge un ruolo prevalentemente consulenziale e di coordinamento tecnico: non ha poteri decisionali finali (che restano al Datore di Lavoro), ma funge da motore e riferimento tecnico per tutto ciò che riguarda la prevenzione in azienda. Deve garantire che il sistema di gestione della sicurezza sia applicato correttamente nel quotidiano e che il Datore di Lavoro sia informato sugli adempimenti da adottare.

Dal punto di vista dei requisiti, per svolgere il ruolo di RSPP la legge richiede una formazione specifica: occorre possedere determinati titoli di studio e frequentare appositi corsi di formazione (Moduli A, B e C secondo l’Accordo Stato-Regioni del 07/07/2016) che abilitano alla funzione. Inoltre, è previsto un aggiornamento periodico obbligatorio. Questo differenzia ulteriormente l’RSPP dall’HSE Manager/Specialist, i cui requisiti formativi non sono fissati per legge ma dalla norma UNI (spesso laurea tecnica e diversi anni di esperienza in ambito HSE, con possibilità di certificazione volontaria delle competenze).

Differenze tra HSE Manager (Safety Manager) e RSPP

Dopo aver delineato le caratteristiche di HSE Manager/Specialist e dell’RSPP, possiamo riepilogare le principali differenze tra queste figure. Anche se il fine ultimo è comune – tutelare salute, sicurezza e ambiente in azienda – ci sono differenze sostanziali in termini di inquadramento normativo, ambito di competenza e responsabilità.

  • Base normativa e obbligatorietà: la prima differenza fondamentale è che l’RSPP è una figura obbligatoria per legge, prevista dal D.Lgs. 81/2008, mentre l’HSE Manager (o HSE Specialist) è una figura non obbligatoria per legge, ma introdotta da norme tecniche volontarie e dalla prassi aziendale. Ogni azienda deve nominare un RSPP per ottemperare alla normativa vigente​, mentre non esiste un obbligo giuridico di avere un HSE Manager – la sua presenza è frutto di scelta organizzativa per migliorare la gestione interna di sicurezza e ambiente.
  • Ambito di applicazione: il campo d’azione dell’RSPP è definito strettamente dalla legge in termini di sicurezza sul lavoro (e in parte tutela della salute dei lavoratori). L’RSPP si occupa principalmente di sicurezza occupazionale e rischi per i lavoratori. Invece, l’HSE Manager ha un ambito più ampio e integrato: si occupa sia di sicurezza sul lavoro sia di salute intesa in senso più esteso (benessere organizzativo, ergonomia, ecc.), sia di tutela ambientale (emissioni, rifiuti, conformità ambientale), aspetti che vanno oltre il solo perimetro del D.Lgs. 81/08. In pratica, l’HSE Manager abbraccia Salute, Sicurezza e Ambiente a 360 gradi, mentre l’RSPP è focalizzato soprattutto sulla Sicurezza e Salute sul lavoro in senso stretto (anche se nelle aziende moderne spesso collabora anche su temi ambientali, non essendo però obbligatori per legge nel suo ruolo).
  • Ruolo nell’organizzazione: l’HSE Manager in azienda tipicamente ricopre un ruolo dirigenziale o manageriale. Risponde spesso direttamente alla Direzione Generale o al top management, fa parte dei comitati direttivi e incide nelle scelte strategiche in materia HSE. L’RSPP, invece, ha un ruolo più tecnico-consulenziale: è un advisor del Datore di Lavoro. Pur potendo essere un dipendente di livello quadro/dirigente in alcune realtà, spesso l’RSPP (specie se esterno) opera come consulente specialista, senza potere decisionale autonomo sulle politiche aziendali. In sintesi, l’HSE Manager è “parte della linea di management” che guida l’azienda verso determinati obiettivi HSE, l’RSPP è “parte del servizio di prevenzione” che consiglia e supporta il datore di lavoro nel rispetto degli obblighi.
  • Responsabilità e autonomia decisionale: l’RSPP non ha responsabilità penali dirette per gli obblighi di sicurezza (che restano in capo al Datore di Lavoro), né poteri di spesa o decisionali autonomi: egli propone misure e riferisce al datore di lavoro. Al contrario, l’HSE Manager può avere deleghe interne e responsabilità operative molto ampie: in molte aziende l’HSE Manager gestisce budget dedicati alla sicurezza e ambiente, prende decisioni immediate per risolvere criticità HSE e può essere ritenuto responsabile in sede civile/organizzativa del mancato raggiungimento di performance HSE. Tuttavia, è bene chiarire che dal punto di vista legale l’introduzione di un HSE Manager non esonera il Datore di Lavoro dai suoi obblighi e responsabilità di legge – similmente all’RSPP, l’HSE Manager è una figura di supporto, seppur con maggiore autonomia gestionale interna.
  • Formazione e certificazione: come accennato, per diventare RSPP la legge prescrive un percorso formativo abilitante (moduli A, B, C e aggiornamenti) e requisiti minimi di istruzione. Per la figura di HSE Manager/Specialist, non esiste un percorso formativo univoco obbligatorio per legge. In genere, si tratta di professionisti con laurea (spesso in ingegneria, tecniche della prevenzione, chimica, ecc.) e diversi anni di esperienza in ruoli HSE. La norma UNI 11720:2025 fornisce uno schema di requisiti di formazione ed esperienza consigliati per HSE Manager e Specialist, e su tale base molti ottengono certificazioni volontarie delle competenze HSE (rilasciate da enti di certificazione accreditati) per attestare il possesso di conoscenze, abilità e competenze in linea con lo standard​. Queste certificazioni, pur non obbligatorie, sono sempre più diffuse e valorizzate nel mercato del lavoro.
  • Dimensioni aziendali e struttura organizzativa: generalmente, la figura dell’HSE Manager si incontra in aziende medio-grandi, dove c’è necessità di una gestione strutturata e strategica di sicurezza e ambiente. Nelle piccole imprese, invece, spesso non esiste un HSE Manager dedicato: il datore di lavoro si limita a nominare l’RSPP (talvolta coincidente con una consulenza esterna) per adempiere agli obblighi minimi di legge. In assenza di un HSE Manager, molti compiti gestionali HSE possono ricadere direttamente sul datore di lavoro o su altre figure (dirigenti, preposti) con il supporto dell’RSPP esterno. D’altro canto, nelle grandi aziende è comune avere entrambi i ruoli: l’HSE Manager a capo della funzione HSE e uno o più RSPP (spesso interni) che curano gli aspetti tecnico-normativi di sicurezza. In alcuni casi, se una stessa persona possiede sia le competenze gestionali che le abilitazioni di legge, HSE Manager e RSPP possono coincidere nella stessa figura professionale – ciò accade ad esempio quando il Datore di Lavoro assegna il ruolo di RSPP al manager che già dirige il dipartimento HSE​. Questa soluzione “due in uno” può essere efficiente, ma richiede un professionista con un profilo molto completo.

In conclusione, HSE Manager (o Safety Manager) e RSPP sono figure complementari, ma con differenze sostanziali. L’RSPP nasce da un obbligo di legge e garantisce che l’azienda adempia ai requisiti minimi di sicurezza sul lavoro, operando come esperto consulente del datore di lavoro. L’HSE Manager nasce da un’esigenza organizzativa volontaria di livello più alto: portare la gestione di sicurezza e ambiente ad un livello strategico e integrato, andando oltre la semplice conformità normativa per puntare all’eccellenza in ambito HSE.

Perché scegliere Safetyone come RSPP con approccio HSE Manager

La gestione efficace della sicurezza aziendale richiede competenze specialistiche e un approccio integrato che vada oltre la semplice conformità normativa. SV S.R.L. offre un servizio di RSPP potenziato, equiparabile a quello di un HSE Manager, grazie a un insieme di attività aggiuntive che consentono alle aziende di raggiungere un livello superiore di sicurezza e sostenibilità operativa.

Tra le principali differenze che distinguono Safetyone da una semplice nomina di RSPP esterno vi sono:

  • Assistenza tecnica continua con disponibilità dal lunedì al venerdì in orario di ufficio e assistenza garantita per urgenze 24 ore su 24, festività incluse, assicurando tempestività nella gestione delle criticità.
  • Supporto legale e gestionale integrato, che comprende la creazione di un sistema di gestione della sicurezza finalizzato alla tutela diretta del Datore di Lavoro e dei Dirigenti, limitando efficacemente responsabilità civili e penali.
  • Organizzazione e monitoraggio costante della formazione e sorveglianza sanitaria, tramite strumenti digitali avanzati (portale Safetyoneclick) con alert automatici per evitare inadempienze o ritardi nelle scadenze obbligatorie.
  • Interfaccia diretta con il Medico Competente e con Autorità di controllo territoriali (ASL, Ispettorato del Lavoro, Vigili del Fuoco), garantendo un’efficace gestione dei rapporti istituzionali e una preparazione ottimale in caso di ispezioni.
  • Supporto ingegneristico specializzato su temi tecnici complessi e rilevanti (a titolo di esempio rischio sismico, incendio, ATEX, legionella, campi elettromagnetici), assicurando una verifica approfondita della conformità normativa aziendale.
  • Aggiornamento periodico della conformità normativa tramite report semestrali e pianificazione delle azioni correttive, indicando una chiara scala di priorità basata sui potenziali rischi legali e organizzativi.

Scegliere Safetyone significa dotarsi non solo di un RSPP, ma di un autentico partner strategico con un ruolo assimilabile a quello di un HSE Manager interno. Questo consente all’azienda di anticipare e gestire efficacemente i rischi, mantenendo elevati standard di sicurezza, riducendo gli incidenti e rafforzando al contempo la propria immagine di azienda responsabile e orientata alla sostenibilità.

Per approfondire ulteriormente le differenze sostanziali tra la semplice nomina di un RSPP esterno e il servizio avanzato proposto da SV S.R.L., contatta il nostro team di esperti per una consulenza personalizzata.

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RSPP Esterno: tutto quello che devi sapere https://www.safetyone.it/rspp-esterno-chi-e-di-cosa-si-occupa/ Tue, 19 Jan 2021 14:43:38 +0000 https://www.safetyone.it/rspp-esterno-chi-e-di-cosa-si-occupa/ Ti sei mai chiesto se la tua azienda è davvero protetta dai rischi legati alla sicurezza sul lavoro? Nominare un RSPP esterno non è soltanto un obbligo stabilito dal D.Lgs. 81/08, ma un vero e proprio investimento strategico. In questa guida pratica scoprirai: Quando e perché è possibile nominare un consulente esterno I requisiti e […]

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Ti sei mai chiesto se la tua azienda è davvero protetta dai rischi legati alla sicurezza sul lavoro? Nominare un RSPP esterno non è soltanto un obbligo stabilito dal D.Lgs. 81/08, ma un vero e proprio investimento strategico. In questa guida pratica scoprirai:

  • Quando e perché è possibile nominare un consulente esterno
  • I requisiti e le competenze che un RSPP deve possedere
  • Le ultime novità normative che impattano sulla gestione della sicurezza
  • I vantaggi di affidarsi a un professionista specializzato per prevenire sanzioni e tutelare i lavoratori

 

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Chi è l’RSPP e perché è fondamentale

Il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (spesso abbreviato in RSPP) è una figura professionale di grande rilievo all’interno dell’azienda, nominata dal Datore di Lavoro e obbligatoria in tutti i casi in cui sia presente anche un solo dipendente.

Il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione svolge un ruolo cardine all’interno dell’azienda, in quanto risponde direttamente al Datore di Lavoro (come deve risultare anche dall’organigramma aziendale della sicurezza) e supporta lo stesso, in qualità di Esperto sulla salute e sicurezza dei luoghi di lavoro, nella definizione di un corretto sistema di gestione della sicurezza aziendale. Spesso nelle realtà internazionali prende nome di Safety Manager o HSE Manager.

 Requisiti e competenze di un RSPP

L’art. 32 comma 1 del TUS specifica che “le capacità ed i requisiti professionali dei responsabili dei servizi di prevenzione e protezione …. devono essere adeguati alla natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro e relativi alle attività lavorative”. Da questo si evince che il Datore di Lavoro deve attentamente valutare le competenze del RSPP sulla base del CV e delle esperienze pregresse, in relazione alle dimensioni e complessità della propria azienda, onde evitare corresponsabilità relative alla “culpa in eligendo”.

Per essere abilitato a svolgere il ruolo di RSPP, sono quindi richiesti:

  1. Titoli di studio e formazione specifica
    • Il RSPP deve aver frequentato con successo i moduli A, B (con eventuali specializzazioni settoriali) e C previsti dall’Accordo Stato-Regioni del 7 luglio 2016.
    • L’aggiornamento ha cadenza quinquennale, con un monte ore variabile (da 6 a 40 ore) a seconda del livello di rischio e dei settori.
  2. Capacità adeguate ai rischi aziendali
    • L’art. 32 del D.Lgs. 81/08 specifica che i requisiti professionali devono essere commisurati alla natura dei rischi presenti in azienda.
    • Il Datore di Lavoro è tenuto a verificare che le competenze (CV ed esperienza) del RSPP siano coerenti con la complessità dell’organizzazione.
  3. Esperienza sul campo
    • Un RSPP realmente efficace possiede un bagaglio di esperienze maturate in settori simili a quello in cui opera l’azienda, così da fornire un supporto concreto e personalizzato.

Novità normative: cosa cambia con i recenti decreti

Negli ultimi anni, la legislazione sulla sicurezza sul lavoro ha subito importanti aggiornamenti. Due dei testi principali da considerare sono:

Decreto Fiscale 146/2021, convertito in Legge 215/2021

  • Ha introdotto modifiche al D.Lgs. 81/08, aumentando i poteri ispettivi e rafforzando la lotta all’irregolarità sul lavoro.
  • Ha reso più semplice la sospensione immediata delle attività in caso di violazioni gravi in materia di sicurezza.
  • Prevede un potenziale futuro aggiornamento delle regole sulla formazione di RSPP e ASPP (si attende un Accordo Stato-Regioni unificato).

Decreto Lavoro 48/2023, convertito in Legge 85/2023

  • Punta a chiarire e rafforzare l’obbligo di consultazione dell’RSPP (interno o esterno) in tutte le fasi di valutazione dei rischi.
  • Sottolinea l’importanza di una stretta collaborazione tra Datore di Lavoro, Servizio di Prevenzione e Protezione e Medico Competente.
  • Ribadisce la responsabilità finale del Datore di Lavoro, evidenziando come la presenza di un RSPP preparato e costantemente aggiornato sia fondamentale per evitare sanzioni o sospensioni dell’attività.

 

Nota: restano invariati i riferimenti all’Accordo Stato-Regioni del 7 luglio 2016 in tema di formazione RSPP/ASPP, ma è possibile che nei prossimi mesi/anni vengano emanate nuove disposizioni che unificheranno e aggiorneranno la normativa.

Per aggiornamenti normativi, si può comunque fare riferimento ad INAIL al seguente link

Quando nominare un RSPP esterno

Il Datore di Lavoro ha 3 opportunità per nominare il proprio RSPP:

  1. Ricoprire direttamente il ruolo di RSPP aziendale a seguito dell’effettuazione di un corso di formazione come RSPP/Datore di Lavoro la cui durata varia da 16 a 48 ore (a seconda del livello di rischio aziendale). La funzione di RSPP può essere esercitata dal datore di lavoro se si tratta di aziende:
    • artigiane o industriali, con un massimo di 30 lavoratori
    • agricole o zootecniche, che occupano fino a 10 dipendenti
    • ittiche, con un limite di 20 lavoratori
    • altri settori, fino a 200 dipendenti
  2. Individuare una risorsa all’interno del proprio staff con adeguata formazione e competenze tecniche e fargli seguire i corsi per l’abilitazione a RSPP. Nello specifico sono necessari tre moduli: Modulo A (della durata di 28 ore) Modulo B (della durata minima di 48 a cui si deve aggiungere un modulo di specializzazione variabile tra 12 e 16 ore per alcuni settori Ateco) e infine il Modulo C (della durata di 24 ore)
  3. Affidare il compito di RSPP a un consulente (RSPP esterno) che abbia adeguata competenza pregressa e requisiti formativi secondo quanto indicato al precedente punto.

In aggiunta a quanto sopra per ognuna delle figure sopraindicate è obbligatoria l’effettuazione dei corsi di aggiornamento con cadenza quinquennale la cui durata è variabile tra le 6 e le 40 ore.

La durata e periodicità dei corsi sopraindicati è definita dall’Accordo Stato Regioni del 7 luglio 2016.

Quando non può essere nominato un RSPP esterno

Il TUS (D.Lgs. 81/08) all’art. 31 c.4 dispone che “Il ricorso a persone o servizi esterni è obbligatorio in assenza di dipendenti che, all’interno dell’azienda ovvero dell’unità produttiva, siano in possesso dei requisiti di cui all’art. 32“.

Al comma 6 dell’art. 31 il TUS esclude inoltre la possibilità di un RSPP esterno specificando l’obbligatorietà di un SPP interno nei seguenti casi:

  1. nelle aziende industriali di cui all’articolo 2 del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 334 (relativa al controllo dei pericoli di incidenti rilevanti)
  2. nelle centrali termoelettriche
  3. negli impianti ed installazioni di cui agli articoli 7, 28 e 33 del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230 (relativa a radiazioni ionizzanti)
  4. nelle aziende per la fabbricazione ed il deposito separato di esplosivi, polveri e munizioni
  5. nelle aziende industriali con oltre 200 lavoratori
  6. nelle industrie estrattive con oltre 50 lavoratori
  7. nelle strutture di ricovero e cura pubbliche e private con oltre 50 lavoratori

In relazione a quanto sopra, il dibattito circa l’obbligatorietà che il RSPP interno fosse un dipendente dell’azienda o in alternativa potesse essere un professionista in possesso dei requisiti di legge, è stato chiarito con l’interpello n. 24/2014 del Ministero del Lavoro. In merito a ciò il Ministero ha precisato che, il termine “interno” non può intendersi equivalente alla definizione di “dipendente”, ma deve essere riferito ad un lavoratore che assicuri una presenza adeguata allo svolgimento della propria attività”.

In relazione a quanto sopra si evince che il Datore di Lavoro ha sempre la possibilità di individuare una società o professionista come RSPP esterno.

Di cosa si occupa un RSPP esterno

Il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione coordina (ove presenti) le altre figure facenti parte del SPP (addetti al servizio o ASPP), al fine di individuare e valutare i rischi presenti sui luoghi di lavoro ed elaborare misure di prevenzione e protezioni efficaci contro infortuni sul lavoro e malattie professionali.

Nello specifico, secondo quanto indicato dall’art. 33 del TUS, il SPP deve:

  • Individuare i pericoli e valutare i rischi presenti in azienda
  • Collaborare con il Datore di Lavoro per la redazione del Documento di Valutazione dei Rischi
  • Elaborare misure di sicurezze idonee alla prevenzione di malattie e infortuni sul lavoro
  • Elaborare le procedure di sicurezza per le singole fasi di lavoro
  • Proporre i programmi di informazione e formazione dei lavoratori
  • Partecipare alle consultazioni in materia di tutela della salute e sicurezza sul lavoro, nonché alla riunione periodica annuale (quando prevista)
  • Fornire ai lavoratori le informazioni sui rischi presenti in azienda

Vantaggi di affidarsi a un RSPP esterno

Come accennato, le aziende possono scegliere di nominare una risorsa interna al team o, in alternativa, optare per un RSPP esterno. Questa seconda ipotesi si rivela particolarmente vantaggiosa per le aziende che non hanno adeguate competenze interne in materia di sicurezza e per tutte quelle di dimensioni significative o che svolgono attività potenzialmente pericolose, in cui il supporto di specialisti nel settore diventa indispensabile. Nella fattispecie, infatti, scegliere un RSPP esterno consente di poter fare affidamento su un professionista che, oltre alle mansioni sopra citate, si occupa di:

  • Mantenere i rapporti con gli Organi di Vigilanza e gli Enti Pubblici
  • Relazionarsi con gli enti assicurativi
  • Interpretare e applicare la normativa vigente (con gli eventuali aggiornamenti)
  • Preparare documenti e materiale per formare e informare il personale sulle norme di sicurezza da seguire all’interno dell’azienda
  • Espletare tutti gli adempimenti burocratici previsti per Legge

 

Proprio in virtù di queste necessità, la scelta di un RSPP esterno offre una serie di vantaggi tangibili, che non si limitano alle competenze tecniche, ma si estendono anche alla gestione strategica della sicurezza aziendale. Tra le principali attività che un RSPP esterno può svolgere, troviamo infatti:

  1. Competenze specialistiche: Un consulente esterno assicura un know-how consolidato e costantemente aggiornato.
  2. Riduzione dei rischi sanzionatori: Con i recenti irrigidimenti sui controlli ispettivi, avere un RSPP esterno qualificato diventa uno strumento di tutela contro possibili multe e blocchi dell’attività.
  3. Ottimizzazione dei costi e del tempo: Delegando a un professionista, l’azienda può focalizzarsi sul core business, riducendo il carico interno di responsabilità e attività burocratiche.
  4. Soluzione flessibile: L’RSPP esterno può modulare l’intervento in base alle reali esigenze dell’azienda, adeguandosi a dimensioni e complessità organizzative differenti.
  5. Responsabilità civili e penali: Pur restando il Datore di Lavoro responsabile in ultima istanza, affidarsi a un RSPP esterno ben qualificato contribuisce a una gestione più sicura e conforme delle attività, diminuendo il rischio di gravi corresponsabilità.

Come SV Srl può aiutarti

Hai bisogno di un RSPP esterno o vuoi potenziare il tuo Servizio di Prevenzione e Protezione (SPP)? SV Srl offre:

  • Consulenti RSPP abilitati e altamente qualificati: con esperienza ventennale in molteplici settori industriali e di servizi.
  • Supporto normativo e operativo: ti accompagniamo nella corretta applicazione del D.Lgs. 81/08, monitorando e aggiornando costantemente le procedure di sicurezza.
  • Piattaforma gestionale Safetyone Click: GRATUITAMENTE a disposizione dei nostri clienti, semplifica la gestione delle scadenze, degli adempimenti e della documentazione relativa alla sicurezza.
  • Formazione personalizzata: corsi specifici per addetti, preposti, dirigenti e RLS, tenendo conto delle particolarità di ogni settore.
  • Audit periodici e verifiche ispettive interne: per assicurare un miglioramento continuo e una prevenzione efficace degli infortuni.

Conclusioni

La nomina di un RSPP esterno rappresenta una scelta strategica per moltissime realtà: permette di accedere a competenze elevate, minimizzare il rischio sanzionatorio e garantire un ambiente di lavoro sano e protetto. Le novità normative introdotte dal Decreto Fiscale 146/2021 (L. 215/2021) e dal Decreto Lavoro 48/2023 (L. 85/2023) sottolineano sempre di più l’importanza di una gestione professionale e dinamica della sicurezza.

Scegliere un partner affidabile come SV Srl significa investire in professionalità, aggiornamento costante e servizi su misura. Se vuoi saperne di più, contattaci e scopri come possiamo aiutarti a rendere la tua azienda ancora più sicura e competitiva.

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