DVR aziendale – Safetyone.it https://www.safetyone.it Consulenza Sicurezza sul Lavoro Thu, 08 Feb 2024 09:33:25 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.8.3 https://www.safetyone.it/wp-content/uploads/2022/03/Safetyone_favicon-300x300.png DVR aziendale – Safetyone.it https://www.safetyone.it 32 32 Rischio sismico nei luoghi di lavoro: come prepararsi alle emergenze https://www.safetyone.it/rischio-sismico-nei-luoghi-di-lavoro-come-prepararsi-alle-emergenze/ Mon, 25 Sep 2023 13:32:44 +0000 https://www.safetyone.it/rischio-sismico-nei-luoghi-di-lavoro-come-prepararsi-alle-emergenze/ Che cosa si intende per rischio sismico? Il rischio sismico rappresenta la potenziale minaccia associata alla possibilità che un terremoto si verifichi in una determinata area geografica e causi danni a persone, edifici, infrastrutture e altre proprietà. Esso combina la probabilità di occorrenza di un evento sismico con le potenziali conseguenze negative di tale evento. […]

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Che cosa si intende per rischio sismico?

Il rischio sismico rappresenta la potenziale minaccia associata alla possibilità che un terremoto si verifichi in una determinata area geografica e causi danni a persone, edifici, infrastrutture e altre proprietà. Esso combina la probabilità di occorrenza di un evento sismico con le potenziali conseguenze negative di tale evento.

In termini più specifici, il rischio sismico è determinato da tre componenti principali:

  1. Pericolosità sismica: Si riferisce alla probabilità che un terremoto di una certa magnitudine si verifichi in un’area specifica in un dato periodo di tempo. Questa è spesso mappata attraverso curve di pericolosità sismica che mostrano la probabilità di superamento di determinate accelerazioni del suolo.
  2. Esposizione: Riguarda la presenza di persone, edifici, infrastrutture e altre risorse che potrebbero essere colpite da un terremoto. Ad esempio, una città densamente popolata ha un’alta esposizione.
  3. Vulnerabilità: Si riferisce alla suscettibilità delle strutture e delle persone all’azione sismica. Ad esempio, un edificio costruito senza norme antisismiche in una zona sismica ha una vulnerabilità elevata.

Attraverso una corretta valutazione e mitigazione del rischio, è possibile ridurre le potenziali perdite umane e materiali associate ai terremoti.

Quali sono i principali danni causati da un terremoto negli ambienti di lavoro?

I terremoti possono causare vari problemi, spesso sottovalutati,  in uffici e ambienti di lavoro, tra cui la dispersione di polveri e danni agli impianti. Ecco una panoramica:

  1. Dispersione di Polveri: La vibrazione causata da un terremoto può far cadere soffitti, pareti e materiali da costruzione, rilasciando polveri nell’aria. Questo può rappresentare un rischio per la salute, specialmente se le polveri contengono sostanze tossiche o irritanti.
  2. Danni agli Impianti Elettrici: Le vibrazioni possono danneggiare cablaggi, prese e apparecchiature elettriche, aumentando il rischio di cortocircuiti o incendi.
  3. Rottura di Tubazioni: Le tubazioni dell’acqua, del gas o di altri fluidi possono rompersi, causando allagamenti o fughe di gas, con potenziali rischi di esplosioni.
  4. Danni a Sistemi di Climatizzazione: I sistemi HVAC possono essere danneggiati, compromettendo la qualità dell’aria e la temperatura all’interno degli edifici.
  5. Caduta di Oggetti e Mobili: Mobili, scaffali e oggetti possono cadere o ribaltarsi, rappresentando un pericolo fisico per i lavoratori.
  6. Interruzione delle Comunicazioni: I danni alle linee telefoniche o ai sistemi informatici possono interrompere le comunicazioni, rendendo difficile coordinare le operazioni di emergenza o continuare le attività lavorative.

Per minimizzare questi rischi, è essenziale che gli uffici e gli ambienti di lavoro siano progettati e mantenuti secondo standard antisismici e che vengano effettuate regolari verifiche e manutenzioni degli impianti.

Il rischio sismico deve essere analizzato nel DVR?

Il rischio sismico, considerando che l’intero territorio italiano è soggetto a terremoti, deve essere obbligatoriamente inserito nel DVR. Ecco come può essere affrontato:

 Identificazione del Rischio: Determinare se la struttura e la zona geografica in cui si trova l’attività lavorativa sono soggette a rischio sismico.

  1. Valutazione del Rischio: Analizzare la vulnerabilità dell’edificio, delle infrastrutture e delle attrezzature presenti. Considerare anche la presenza di sostanze pericolose o di particolari processi produttivi che potrebbero aumentare il rischio in caso di terremoto.
  2. Misure di Prevenzione: Indicare le misure adottate o da adottare per prevenire o ridurre il rischio, come il rinforzo strutturale, l’adozione di norme costruttive antisismiche o la formazione dei lavoratori su come comportarsi in caso di terremoto.
  3. Pianificazione delle Emergenze: Definire procedure specifiche da attuare in caso di sisma, come percorsi di evacuazione, punti di ritrovo e modalità di comunicazione.
  4. Monitoraggio e Aggiornamento: Il rischio sismico e le relative misure di prevenzione e protezione dovrebbero essere regolarmente monitorati e aggiornati, in particolare dopo eventi sismici significativi o cambiamenti nella struttura o nell’organizzazione del lavoro.

Incorporando il rischio sismico nel DVR, le aziende possono garantire una maggiore protezione per i loro lavoratori e per le loro attività.

Quali sono le misure per ridurre il rischio sismico negli ambienti di lavoro?

La prevenzione e la protezione dai terremoti sono fondamentali per garantire la sicurezza delle persone e ridurre i danni. Una delle prime misure da adottare riguarda il rispetto delle normative edilizie antisismiche. Utilizzando materiali flessibili e tecniche costruttive specifiche, gli edifici possono resistere meglio alle scosse. Inoltre, è essenziale valutare la resistenza sismica degli edifici esistenti e, se necessario, procedere con lavori di rinforzo.

All’interno degli edifici, è importante assicurarsi che mobili e oggetti pesanti siano fissati alle pareti e che gli oggetti fragili siano posizionati in luoghi sicuri per prevenire danni. La pianificazione di emergenza gioca un ruolo cruciale: avere un piano dettagliato per l’evacuazione e la risposta alle emergenze, con percorsi di fuga e punti di ritrovo designati, può fare la differenza in momenti critici.

La presenza di un kit di pronto soccorso è essenziale per affrontare le prime necessità in caso di infortuni. La formazione e le simulazioni aiutano a preparare le persone a reagire correttamente durante e dopo un sisma, mentre l’utilizzo di sistemi di allarme sismico può fornire avvisi precoci di terremoti imminenti. Infine, educare la comunità sui rischi sismici e sulle misure di prevenzione è fondamentale per una risposta efficace.

Conclusioni

Dall’analisi presentata, emerge chiaramente che una gestione efficace del rischio sismico dipende dalla corretta progettazione, gestione e manutenzione degli edifici, nonché dall’implementazione di un adeguato piano di manutenzione. È fondamentale anche considerare l’importanza dei fissaggi di elementi non strutturali, arredi e componenti impiantistici. È altresì cruciale sottolineare l’importanza di una gestione delle emergenze ben pianificata per minimizzare i danni in caso di terremoto.

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DVR sicurezza: che cosa è e a cosa serve? https://www.safetyone.it/dvr-sicurezza-che-cosa-e-e-a-cosa-serve/ Thu, 28 Jan 2021 13:48:57 +0000 https://www.safetyone.it/dvr-sicurezza-che-cosa-e-e-a-cosa-serve/ Il DVR legato al concetto di salute e sicurezza è un documento di grande rilievo all’interno di un’azienda, in quanto contiene la valutazione dei rischi presenti all’interno degli ambienti di lavoro e di tutte le fasi lavorative di ogni singola mansione. L’elaborazione del Documento di Valutazione del Rischi è di competenza del Datore di Lavoro […]

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Il DVR legato al concetto di salute e sicurezza è un documento di grande rilievo all’interno di un’azienda, in quanto contiene la valutazione dei rischi presenti all’interno degli ambienti di lavoro e di tutte le fasi lavorative di ogni singola mansione. L’elaborazione del Documento di Valutazione del Rischi è di competenza del Datore di Lavoro e, nel farlo, è preferibile richiedere il supporto di professionisti. Scopriamo i dettagli del DVR della sicurezza, la sua funzione e i vantaggi di chiedere il supporto di aziende specializzate nella consulenza per la sicurezza sul lavoro.

Che cos’è il DVR?

Il Documento di Valutazione dei Rischi (abbreviato DVR) è un documento che viene redatto dal Datore di Lavoro con l’ausilio del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione e del Medico Competente (ove presente), previa consultazione del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS).

Secondo quanto stabilito dall’articolo 28 del D.Lgs. 81/08 (link) il DVR si configura come una mappa dei rischi presenti in azienda e di tutte le misure (preventive e protettive) che si possono attuare, per prevenire eventi lesivi che possano avere delle ripercussioni sui lavoratori. Tra questi si ricordano a titolo esemplificativo gli infortuni e le malattie professionali.

Attraverso il DVR il Datore di Lavoro si impegna nel fornire una valutazione precisa di tutti i potenziali rischi che possono derivare dall’attività aziendale, adoperandosi alla loro rimozione o gestione attraverso misure preventive (es. formazione, turnazione del personale etc.) o misure protettive (es. fornitura DPI e DPC). Il documento fa riferimento non solo all’ambiente di lavoro, ma include anche la valutazione dei rischi correlati alle attrezzature e ai macchinari utilizzati, alle eventuali sostanze biologiche e chimiche/cancerogene impiegate, ai ritmi di lavoro e alle conseguenze fisiche e psicologiche che lo svolgimento di determinate mansioni possono avere sui lavoratori.

È opportuno sottolineare che il documento di Valutazione dei Rischi (DVR) deve essere redatto nel rispetto delle specifiche previste dalla legge (D.Lgs. 81/08) e non deve limitarsi a descrivere genericamente l’azienda, le attività principali e l’organigramma, ma, cosa fondamentale, deve proporre efficaci e puntuali suggerimenti atti a limitare e gestire tutti i rischi (reali e potenziali) che possono raggrupparsi nelle tre seguenti categorie:

  1. RISCHI PER LA SICUREZZA (Rischi di natura infortunistica)
  2. RISCHI PER LA SALUTE (Rischi di natura igienico ambientale)
  3. RISCHI PER LA SICUREZZA E LA SALUTE (Rischi di tipo cosiddetto trasversale)

Appare evidente fin da subito quanto la stesura del Documento di Valutazione dei Rischi sia un’attività complessa e, di conseguenza, sia fondamentale avvalersi di professionisti qualificati che possano fornire il proprio supporto affinché il DVR sia redatto in maniera completa e nel rispetto della normativa vigente. Per fare ciò, occorre analizzare ogni passaggio delle fasi lavorative aziendali e, per ognuna, quantificarne e valutarne appropriatamente i rischi specifici.

Chi deve redigere il DVR?

Secondo quanto previsto dal Decreto Legislativo 81/08 è il Datore di Lavoro che deve occuparsi della stesura del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR). Obbligo peraltro non delegabile.

Questi ha l’obbligo di avvalersi del supporto di figure qualificate tra cui:

  • RSPP (Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione)
  • Medico competente (ove presente)
  • Consulenti esterni (nel caso in cui non ci siano adeguate competenze interne per redigere tutte le valutazioni dei rischi)

Al tempo stesso non bisogna dimenticare che al comma 3 dell’articolo 29 del D.Lgs. 81/08 viene esplicitamente indicato l’obbligo di consultazione del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) per la stesura del DVR.

Il motivo del coinvolgimento di così tante figure nella stesura del DVR risiede nell’importanza concreta del DVR, quale strumento di analisi per poter catalogare in maniera puntuale tutti i pericoli, quantificarli e procedere alla loro eliminazione o riduzione attraverso un piano di miglioramento.

Rivolgendosi a professionisti del settore è possibile quindi realizzare un DVR che non solo contenga un programma di miglioramento, ma anche i documenti valutazione di rischi specifici (es: rischio chimico, rischio fisico, rischio incendio, rischio stress lavoro correlato).

Infine, scegliendo di affidarsi a società di consulenza per la sicurezza sul lavoro si può contare sulla elaborazione, consegna in tempi certi e soprattutto spiegazione del documento stesso, nonché sul suo aggiornamento in base alla normativa vigente e procedure aziendali.

Quando occorre aggiornare il DVR?

Per quanto concerne la tempistica di redazione del DVR, il Datore di Lavoro ha tempo 90 giorni dalla data di costituzione di nuova impresa per elaborare il documento.

È inoltre fondamentale che il DVR venga periodicamente revisionato e comunque ogni volta che intervengano i seguenti cambiamenti:

  • significative modifiche dell’organizzazione aziendale (acquisto di nuovi strumenti o macchinari, ristrutturazioni, traslochi, cambiamenti organizzativi)
  • in caso di gravi infortuni o malattie professionali
  • se gli esiti della sorveglianza sanitaria ne indichino la necessità
  • in caso di nuove nomine all’interno dell’organigramma della sicurezza
  • in caso di aggiornamenti normativi che ne implichino una revisione

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Documento Valutazione Rischi: cos’è e come si redige https://www.safetyone.it/documento-valutazione-rischi-cos-e-e-come-si-redige/ Fri, 21 Aug 2020 15:05:14 +0000 https://www.safetyone.it/documento-valutazione-rischi-cos-e-e-come-si-redige/ Cosa è il Documento di Valutazione dei Rischi Il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) è un elaborato che racchiude i rischi e le relative misure di prevenzione per la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro, ed è obbligatorio per tutte le aziende con almeno un lavoratore. Il riferimento normativo è il Testo unico […]

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Cosa è il Documento di Valutazione dei Rischi

Il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) è un elaborato che racchiude i rischi e le relative misure di prevenzione per la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro, ed è obbligatorio per tutte le aziende con almeno un lavoratore.

Il riferimento normativo è il Testo unico sulla sicurezza sul lavoro D.Lgs. 81/2008, che prevede anche pesanti sanzioni per chi non rispetta quest’obbligo. Il DVR individua i possibili rischi presenti all’interno di un luogo di lavoro e serve ad analizzare, valutare e cercare di prevenire le situazioni di pericolo per i lavoratori. Successivamente alla valutazione dei rischi, infatti, viene attuato un piano di prevenzione e protezione con l’obiettivo di eliminare, o quantomeno ridurre, le probabilità di situazioni pericolose. Tale piano è detto Piano di Miglioramento.

Il responsabile della redazione del DVR è il Datore di Lavoro: egli non può assolutamente delegare questa attività ma, in ogni caso, può decidere di affidarsi alla collaborazione di un tecnico specializzato nel campo della sicurezza sul lavoro.
In caso di mancata redazione del DVR entro i tempi stabiliti d alla legge, gli organi di controllo e le Autorità possono predisporre sanzioni che vanno dai 3.000 fino ai 15.000 euro a carico del Datore di Lavoro, e pene detentive fino ad un massimo di otto mesi. Inoltre, se dopo la sanzione dovesse persistere ancora una recidività nel redigere il DVR è prevista la sospensione dell’attività stessa.

Quanto dura e dove viene custodito

Non esiste una scadenza stabilita per legge per il DVR, l’importante è che il documento rispecchi sempre la situazione aziendale attuale dell’azienda. Il documento andrà aggiornato ogni volta che:

  • vi sono dei cambiamenti nel ciclo produttivo
  • vengono introdotte nuove mansioni o nuove macchine
  • in caso di trasferimento dell’azienda.

Ad ogni modo alcune tipologie di rischio (chimico, biologico, rumore, vibrazioni, ecc.) richiedono un aggiornamento periodico (ogni 3 o 4 anni). Il DVR deve essere tenuto presso la sede in cui si svolgono le attività a rischio e può essere conservato anche su semplice supporto informatico. Il datore di lavoro è obbligato ad effettuare la valutazione dei rischi, elaborando il documento entro 90 giorni dalla data di inizio dell’attività.

Documento valutazione dei rischi: chi lo redige e cosa contiene

Il compito di redigere questo documento è del Datore di lavoro di ogni azienda che, se privo di competenze in materia di sicurezza, può avvalersi di un consulente esterno, oppure può formare un lavoratore interno come RSPP (Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione) a cui affidare la gestione documentale in materia di sicurezza. Questa figura, il Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione o RSPP, come descritto dal D.lgs. 81/2008 è: “persona in possesso delle capacità e dei requisiti professionali di cui all’articolo 32 designata dal datore di lavoro, a cui risponde, per coordinare il servizio di prevenzione e protezione dai rischi.”

Tale ruolo può essere infatti ricoperto sia da un lavoratore dell’azienda (solitamente un dipendente che lavora da anni al suo interno) sia da una figura esterna (consulente) che abbia intrapreso un percorso di formazione specifico e ottenuto le relative abilitazioni ministeriali (Corso RSPP MODULO A, B, C).

Solitamente la redazione del DVR avviene dopo uno o più sopralluoghi effettuati dal tecnico specializzato assieme al datore di lavoro o suo delegato. In questo sopralluogo vengono analizzati e valutati i rischi che rispecchiano tutta la realtà aziendale. Vengono analizzati sia i rischi legati al luogo fisico, sia quelli inerenti alle attività lavorative di ogni singolo lavoratore. Oltre al luogo fisico quindi, la valutazione dei rischi deve tenere conto di tutto il processo produttivo: dei rischi uomo-macchina, di tutti quelle azioni che i lavoratori per valutarne le potenzialità di infortunio o probabili malattie professionali.

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