Cos’è il DVR – Safetyone.it https://www.safetyone.it Consulenza Sicurezza sul Lavoro Thu, 08 Feb 2024 09:33:25 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.8.3 https://www.safetyone.it/wp-content/uploads/2022/03/Safetyone_favicon-300x300.png Cos’è il DVR – Safetyone.it https://www.safetyone.it 32 32 DVR sicurezza: che cosa è e a cosa serve? https://www.safetyone.it/dvr-sicurezza-che-cosa-e-e-a-cosa-serve/ Thu, 28 Jan 2021 13:48:57 +0000 https://www.safetyone.it/dvr-sicurezza-che-cosa-e-e-a-cosa-serve/ Il DVR legato al concetto di salute e sicurezza è un documento di grande rilievo all’interno di un’azienda, in quanto contiene la valutazione dei rischi presenti all’interno degli ambienti di lavoro e di tutte le fasi lavorative di ogni singola mansione. L’elaborazione del Documento di Valutazione del Rischi è di competenza del Datore di Lavoro […]

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Il DVR legato al concetto di salute e sicurezza è un documento di grande rilievo all’interno di un’azienda, in quanto contiene la valutazione dei rischi presenti all’interno degli ambienti di lavoro e di tutte le fasi lavorative di ogni singola mansione. L’elaborazione del Documento di Valutazione del Rischi è di competenza del Datore di Lavoro e, nel farlo, è preferibile richiedere il supporto di professionisti. Scopriamo i dettagli del DVR della sicurezza, la sua funzione e i vantaggi di chiedere il supporto di aziende specializzate nella consulenza per la sicurezza sul lavoro.

Che cos’è il DVR?

Il Documento di Valutazione dei Rischi (abbreviato DVR) è un documento che viene redatto dal Datore di Lavoro con l’ausilio del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione e del Medico Competente (ove presente), previa consultazione del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS).

Secondo quanto stabilito dall’articolo 28 del D.Lgs. 81/08 (link) il DVR si configura come una mappa dei rischi presenti in azienda e di tutte le misure (preventive e protettive) che si possono attuare, per prevenire eventi lesivi che possano avere delle ripercussioni sui lavoratori. Tra questi si ricordano a titolo esemplificativo gli infortuni e le malattie professionali.

Attraverso il DVR il Datore di Lavoro si impegna nel fornire una valutazione precisa di tutti i potenziali rischi che possono derivare dall’attività aziendale, adoperandosi alla loro rimozione o gestione attraverso misure preventive (es. formazione, turnazione del personale etc.) o misure protettive (es. fornitura DPI e DPC). Il documento fa riferimento non solo all’ambiente di lavoro, ma include anche la valutazione dei rischi correlati alle attrezzature e ai macchinari utilizzati, alle eventuali sostanze biologiche e chimiche/cancerogene impiegate, ai ritmi di lavoro e alle conseguenze fisiche e psicologiche che lo svolgimento di determinate mansioni possono avere sui lavoratori.

È opportuno sottolineare che il documento di Valutazione dei Rischi (DVR) deve essere redatto nel rispetto delle specifiche previste dalla legge (D.Lgs. 81/08) e non deve limitarsi a descrivere genericamente l’azienda, le attività principali e l’organigramma, ma, cosa fondamentale, deve proporre efficaci e puntuali suggerimenti atti a limitare e gestire tutti i rischi (reali e potenziali) che possono raggrupparsi nelle tre seguenti categorie:

  1. RISCHI PER LA SICUREZZA (Rischi di natura infortunistica)
  2. RISCHI PER LA SALUTE (Rischi di natura igienico ambientale)
  3. RISCHI PER LA SICUREZZA E LA SALUTE (Rischi di tipo cosiddetto trasversale)

Appare evidente fin da subito quanto la stesura del Documento di Valutazione dei Rischi sia un’attività complessa e, di conseguenza, sia fondamentale avvalersi di professionisti qualificati che possano fornire il proprio supporto affinché il DVR sia redatto in maniera completa e nel rispetto della normativa vigente. Per fare ciò, occorre analizzare ogni passaggio delle fasi lavorative aziendali e, per ognuna, quantificarne e valutarne appropriatamente i rischi specifici.

Chi deve redigere il DVR?

Secondo quanto previsto dal Decreto Legislativo 81/08 è il Datore di Lavoro che deve occuparsi della stesura del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR). Obbligo peraltro non delegabile.

Questi ha l’obbligo di avvalersi del supporto di figure qualificate tra cui:

  • RSPP (Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione)
  • Medico competente (ove presente)
  • Consulenti esterni (nel caso in cui non ci siano adeguate competenze interne per redigere tutte le valutazioni dei rischi)

Al tempo stesso non bisogna dimenticare che al comma 3 dell’articolo 29 del D.Lgs. 81/08 viene esplicitamente indicato l’obbligo di consultazione del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) per la stesura del DVR.

Il motivo del coinvolgimento di così tante figure nella stesura del DVR risiede nell’importanza concreta del DVR, quale strumento di analisi per poter catalogare in maniera puntuale tutti i pericoli, quantificarli e procedere alla loro eliminazione o riduzione attraverso un piano di miglioramento.

Rivolgendosi a professionisti del settore è possibile quindi realizzare un DVR che non solo contenga un programma di miglioramento, ma anche i documenti valutazione di rischi specifici (es: rischio chimico, rischio fisico, rischio incendio, rischio stress lavoro correlato).

Infine, scegliendo di affidarsi a società di consulenza per la sicurezza sul lavoro si può contare sulla elaborazione, consegna in tempi certi e soprattutto spiegazione del documento stesso, nonché sul suo aggiornamento in base alla normativa vigente e procedure aziendali.

Quando occorre aggiornare il DVR?

Per quanto concerne la tempistica di redazione del DVR, il Datore di Lavoro ha tempo 90 giorni dalla data di costituzione di nuova impresa per elaborare il documento.

È inoltre fondamentale che il DVR venga periodicamente revisionato e comunque ogni volta che intervengano i seguenti cambiamenti:

  • significative modifiche dell’organizzazione aziendale (acquisto di nuovi strumenti o macchinari, ristrutturazioni, traslochi, cambiamenti organizzativi)
  • in caso di gravi infortuni o malattie professionali
  • se gli esiti della sorveglianza sanitaria ne indichino la necessità
  • in caso di nuove nomine all’interno dell’organigramma della sicurezza
  • in caso di aggiornamenti normativi che ne implichino una revisione

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Documento Valutazione Rischi: cos’è e come si redige https://www.safetyone.it/documento-valutazione-rischi-cos-e-e-come-si-redige/ Fri, 21 Aug 2020 15:05:14 +0000 https://www.safetyone.it/documento-valutazione-rischi-cos-e-e-come-si-redige/ Cosa è il Documento di Valutazione dei Rischi Il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) è un elaborato che racchiude i rischi e le relative misure di prevenzione per la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro, ed è obbligatorio per tutte le aziende con almeno un lavoratore. Il riferimento normativo è il Testo unico […]

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Cosa è il Documento di Valutazione dei Rischi

Il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) è un elaborato che racchiude i rischi e le relative misure di prevenzione per la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro, ed è obbligatorio per tutte le aziende con almeno un lavoratore.

Il riferimento normativo è il Testo unico sulla sicurezza sul lavoro D.Lgs. 81/2008, che prevede anche pesanti sanzioni per chi non rispetta quest’obbligo. Il DVR individua i possibili rischi presenti all’interno di un luogo di lavoro e serve ad analizzare, valutare e cercare di prevenire le situazioni di pericolo per i lavoratori. Successivamente alla valutazione dei rischi, infatti, viene attuato un piano di prevenzione e protezione con l’obiettivo di eliminare, o quantomeno ridurre, le probabilità di situazioni pericolose. Tale piano è detto Piano di Miglioramento.

Il responsabile della redazione del DVR è il Datore di Lavoro: egli non può assolutamente delegare questa attività ma, in ogni caso, può decidere di affidarsi alla collaborazione di un tecnico specializzato nel campo della sicurezza sul lavoro.
In caso di mancata redazione del DVR entro i tempi stabiliti d alla legge, gli organi di controllo e le Autorità possono predisporre sanzioni che vanno dai 3.000 fino ai 15.000 euro a carico del Datore di Lavoro, e pene detentive fino ad un massimo di otto mesi. Inoltre, se dopo la sanzione dovesse persistere ancora una recidività nel redigere il DVR è prevista la sospensione dell’attività stessa.

Quanto dura e dove viene custodito

Non esiste una scadenza stabilita per legge per il DVR, l’importante è che il documento rispecchi sempre la situazione aziendale attuale dell’azienda. Il documento andrà aggiornato ogni volta che:

  • vi sono dei cambiamenti nel ciclo produttivo
  • vengono introdotte nuove mansioni o nuove macchine
  • in caso di trasferimento dell’azienda.

Ad ogni modo alcune tipologie di rischio (chimico, biologico, rumore, vibrazioni, ecc.) richiedono un aggiornamento periodico (ogni 3 o 4 anni). Il DVR deve essere tenuto presso la sede in cui si svolgono le attività a rischio e può essere conservato anche su semplice supporto informatico. Il datore di lavoro è obbligato ad effettuare la valutazione dei rischi, elaborando il documento entro 90 giorni dalla data di inizio dell’attività.

Documento valutazione dei rischi: chi lo redige e cosa contiene

Il compito di redigere questo documento è del Datore di lavoro di ogni azienda che, se privo di competenze in materia di sicurezza, può avvalersi di un consulente esterno, oppure può formare un lavoratore interno come RSPP (Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione) a cui affidare la gestione documentale in materia di sicurezza. Questa figura, il Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione o RSPP, come descritto dal D.lgs. 81/2008 è: “persona in possesso delle capacità e dei requisiti professionali di cui all’articolo 32 designata dal datore di lavoro, a cui risponde, per coordinare il servizio di prevenzione e protezione dai rischi.”

Tale ruolo può essere infatti ricoperto sia da un lavoratore dell’azienda (solitamente un dipendente che lavora da anni al suo interno) sia da una figura esterna (consulente) che abbia intrapreso un percorso di formazione specifico e ottenuto le relative abilitazioni ministeriali (Corso RSPP MODULO A, B, C).

Solitamente la redazione del DVR avviene dopo uno o più sopralluoghi effettuati dal tecnico specializzato assieme al datore di lavoro o suo delegato. In questo sopralluogo vengono analizzati e valutati i rischi che rispecchiano tutta la realtà aziendale. Vengono analizzati sia i rischi legati al luogo fisico, sia quelli inerenti alle attività lavorative di ogni singolo lavoratore. Oltre al luogo fisico quindi, la valutazione dei rischi deve tenere conto di tutto il processo produttivo: dei rischi uomo-macchina, di tutti quelle azioni che i lavoratori per valutarne le potenzialità di infortunio o probabili malattie professionali.

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Consulenza sicurezza: le 5 cose più importanti da sapere https://www.safetyone.it/consulenza-sicurezza-le-5-cose-piu-importanti-da-sapere/ Fri, 26 Jun 2020 11:24:41 +0000 https://www.safetyone.it/consulenza-sicurezza-le-5-cose-piu-importanti-da-sapere/ La sicurezza sul lavoro è un tema importante e ogni azienda (indipendentemente dalla grandezza e dalla tipologia) deve tenerne conto, sia per una questione legale sia di responsabilità verso i lavoratori. E’ il Decreto Legislativo 81/2008 che detta legge in questo caso, conosciuto anche come “Testo Unico” sulla sicurezza sul lavoro. Il datore di lavoro […]

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Consulenza Sicurezza

La sicurezza sul lavoro è un tema importante e ogni azienda (indipendentemente dalla grandezza e dalla tipologia) deve tenerne conto, sia per una questione legale sia di responsabilità verso i lavoratori. E’ il Decreto Legislativo 81/2008 che detta legge in questo caso, conosciuto anche come “Testo Unico” sulla sicurezza sul lavoro. Il datore di lavoro di ogni azienda deve fare in modo che i propri dipendenti lavorino in sicurezza e deve accertarsi di ridurre al minimo i possibili incidenti relativi al tipo di lavoro svolto. Può comunque richiedere una consulenza sicurezza sul lavoro così da poter essere affiancato da un’azienda specializzata e non commettere errori. Il RSPP (Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione) è la persona, nominata dal Datore di lavoro, in possesso dei requisiti professionali di cui all’art. 32 che deve coordinare il servizio di prevenzione e protezione. Il RSPP deve principalmente occuparsi dei 5 seguenti compiti: 1. eseguire sopralluoghi degli ambienti lavorativi con verifica delle condizioni di pericolo e degli ambienti di lavoro 2. collaborare col datore di lavoro nella elaborazione di dati necessari alla descrizione aziendale ed alla corretta valutazione dei rischi conseguenti 3. presentare piani formativi ed informativi per i lavoratori in materia di prevenzione e sicurezza 4. monitorare lo status aziendale e programmare interventi di mantenimento e miglioramento per la sicurezza dei lavoratori 5. Redigere quindi, in collaborazione con il Datore di lavoro, il Documento di Valutazione dei Rischi con annesso Piano di Miglioramento

Consulenza sicurezza: le 5 norme principali

Tra le norme in tema occorre ricordare il decreto legislativo del 19 settembre 1994, n. 626, che ha sostituito la vecchia normativa risalente agli anni ’50. La salute e la sicurezza sul lavoro furono poi regolamentate mediante legge delega del 3 agosto 2007, n.123 e dal successivo decreto attuativo del 9 aprile 2008 n. 81 (Testo unico sulla sicurezza sul lavoro), entrato in vigore il 15 maggio 2008, successivamente modificato dal d.lgs. 3 agosto 2009 n. 106, attualmente in vigore. E’ inoltre importante ricordare che Il Testo Unico per la Sicurezza disciplina anche la prevenzione incendi sui luoghi di lavoro e nella versione aggiornata a maggio 2014, inserisce esplicitamente in calce al testo stesso il Decreto Ministeriale 10 marzo 1998, “Criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione dell’emergenza nei luoghi di lavoro”. Infine, per ciò che concerne la formazione in materia di salute e sicurezza, occorre rifarsi all’Accordo Stato-Regioni n. 221 – CSR del 21 dicembre 2011 (Accordo tra il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, il Ministro della salute, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano per la formazione dei lavoratori ai sensi dell’articolo 37, comma 2, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81).

Consulenza sicurezza: 5 punti sui quali essere intransigenti

E’ quindi possibile riassumente, nei seguenti 5 punti, gli aspetti principali circa i quali un buon Consulente della Sicurezza deve essere intransigente: 1. l’individuazione dei fattori e delle sorgenti di rischio 2. la riduzione del rischio 3. il monitoraggio continuo delle misure preventive 4. l’elaborazione di una strategia aziendale accettata e condivisa 5. la predisposizione di un piano di miglioramento e di mantenimento.

SAFETYONE INGEGNERIA SRL è una società di ingegneria operante nel settore igiene e sicurezza sul lavoro, è in grado di offrire un valido supporto a tutte le tipologie di aziende, grazie a metodologie di problem solving ampiamente sperimentate. SAFETYONE INGEGNERIA SRL è al servizio di imprese private e pubbliche per il miglioramento dei sistemi aziendali, l’incremento della competitività nel mercato ed il rispetto delle norme cogenti: è il buon consulente sicurezza al quale affidarsi. CONTATTACI.

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